Riportiamo il testo integrale dell’articolo uscito nell’edizione di ottobre/novembre 2019 su Ravenna In Magazine che riguarda l’intervista a Mirko Guerra sul disastro del 9 agosto.

Rinascere DALLE CENERI

DOPO UN INCENDIO CHE HA DISTRUTTO LA LORO SEDE, L’AZIENDA FAENTINA BITWAYS RIPARTE GRAZIE ALLA SOLIDARIETÀ DEL TEAM E DEL TERRITORIO. OGGI PORTANO LA LORO ESPERIENZA COME CASE HISTORY.

di Nicoletta Brina

 

L’azienda di consulenza informatica Bitways, con sede a Faenza, è guidata da Mirko Guerra, Ceo, insieme ai soci Luca Giustra e Gilberto Gherardi, e dieci dipendenti.

Lo scorso 9 agosto, un incendio ne ha divorato letteralmente i locali. Lo spirito del team e la grande corsa alla solidarietà da parte dei faentini sono stati gli ingredienti per la rinascita, insieme al Disaster Recovery System che ha permesso alla società, in un tempo record di 48 ore dopo il rogo, di tornare a operare.

Mirko Guerra, di cosa si occupa esattamente l’azienda?

“La nostra è un’azienda informatica, nata nel 2011 a Faenza. Rappresenta il coraggio e la passione di un gruppo di tecnici informatici che hanno riunito le loro competenze, per proporsi sul mercato con un progetto sul tema della tutela della privacy, che rappresenta una delle questioni più importanti nello sviluppo delle piattaforme informatiche. Email, documenti e database sono il principale patrimonio di qualunque azienda ma sono vulnerabili. Bitways si pone a servizio della ricerca di soluzioni sempre più innovative in questo ambito, offrendo ai clienti le migliori opportunità per proteggere i propri dati, mantenendoli al contempo facilmente accessibili su ogni piattaforma e device.”

Un obiettivo complicato da raggiungere…

“Sì, perché richiede un profondo impegno tecnico, coniugato allo sviluppo di una vera cultura del- la sicurezza informatica, nonché investimenti consistenti. Grazie a Bitways, però, i clienti hanno la certezza che l’esposizione finanziaria sia adeguata alle loro reali necessità senza inutili eccessi. Infatti, l’azienda opera a stretto contatto con il cliente, mettendosi a disposizione in qualità di problem solver e aiutandolo a restare al passo con le evoluzioni tecnologiche.”

L’incendio del 9 agosto ha duramente colpito lo stabilimento che ospitava la vostra sede, presso la Lotras System. Quali danni avete subìto e qual è stata la vostra reazione?

“I danni subiti sono stati devastanti. Appena ci siamo recati sul luogo, alle 2 del mattino, ci siamo subito resi conto delle dimensioni del rogo e abbiamo capito che non sarebbe rimasto più nulla. I nostri uffici non esistevano più. Nonostante la situazione drammatica ci siamo però focalizzati su quello che non era materiale tangibile – i dati informatici – e abbiamo avviato immediatamente la procedura di Disaster Recovery per recuperare i dati delle aziende presenti in quello stabile, operazione vitale in quel momento.”

 

Quali sono state le fasi della vostra ripartenza e quali le priorità?

“La nostra ripartenza era secondaria a quella dei nostri clienti, senza di loro Bitways non poteva tornare operativa.Ci siamo suddivisi i ruoli per la gestione del Disaster Recovery: chi ha gestito la parte tecnica, chi il rapporto con i fornitori, chi l’identificazione di una location temporanea e chi, infine, il rapporto con i clienti. L’obiettivo primario era quello di renderli operativi entro lunedì 12 agosto alle 7.30 e ci siamo riusciti. Solo a quel punto, ci siamo concentrati su di noi: era necessario identificare una nuova sede – avevamo creato una base operativa temporanea negli uffici di un nostro cliente – eseguire le opportune denunce e identificare cosa era indispensabile riprodurre a livello amministrativo. Si ripartiva da zero. Oggi siamo a Faenza, in via Volta, 3, in uffici trovati grazie alla solidarietà del territorio.”

Vi sentite in qualche modo una sorta di Fenice, rinata più forte di prima?

“Il percorso è ancora lungo, ma siamo determinati a non mollare. Bitways è composta da un team meraviglioso che si è reso disponibile fin da subito, sostenuto dai clienti e dal territorio. Se diventeremo più forti di prima non possiamo saperlo, ma possiamo fare il massimo per non essere ricorda- ti per quelli che hanno preso fuoco, ma per quelli che non hanno mai mollato.”

La vostra rinascita è diventata punto di partenza per porre l’accento sulla vostra esperienza e su temi che avete voluto rendere pubblici mediante un convegno lo scorso 12 settembre.

“Ci siamo aggrappati agli aspetti positivi dopo il rogo e ne abbiamo trovati tanti: il lavoro e la solidarietà delle istituzioni pubbliche che hanno partecipato alla gestione di questo evento, la splendida risposta del team, quella dei fornitori che hanno provveduto al supporto e al materiale in un periodo anomalo (il week prima di Ferragosto, Ndr), la fantastica solidarietà dei clienti e di imprenditori a livello nazionale tramite i social, l’incredibile sostegno del territorio e di persone che non ci conoscevano prima dell’incendio e infine, l’esperienza del Disaster Recovery in una condizione di emergenza totale.”

Il Disaster Recovery System è un tema che avete voluto approfondire nel corso del convegno.

“È l’aspetto basilare all’interno di un’infrastruttura informatica: spesso si crede che i dati siano eterni o che basti chiamare il proprio sistemista di fiducia in caso di problemi, ma non è cosi. Il Disaster Recovery è una procedura tecnica e organizzativa da applicare in situazioni di emergenza con l’obiettivo di fornire l’operatività al cliente finale nei tempi e nei modi prestabiliti. Se non avessimo implementato questa procedura in maniera strutturata, chiara e soprattutto in accordo col cliente, molto probabilmente non saremmo stati in grado di recuperare i dati o lo avremmo fatto con tempi molto più lunghi, causando disservizi importanti.” Avete attivato una campagna di crowdfunding per la formazione su questi temi affinché la vostra esperienza possa essere d’aiuto ad altre imprese.

Avete altri progetti simili in previsione?

“Per l’autunno, l’obiettivo è quello di portare avanti il progetto di crowdfunding che si può trovare sul nostro sito e social. Stiamo partecipando a eventi e convegni per portare la nostra esperienza come case history, per sensibilizzare le persone e renderle consapevoli di quanto siano ormai diventati vitali i dati informatici. Se il progetto andrà a buon fine organizzeremo un evento a inizio 2020 su questo tema, anche per ringraziare di persona tutti i nostri sostenitori e clienti.”